L’armadio-libreria di Italo Svevo, conservato presso il Museo Sveviano, riporta inciso sul vetro delle ante il monogramma E.S., le iniziali intrecciate di Ettore Schmitz, oggi utilizzato come logo del museo.

L'armadio-libreria di Italo Svevo, 1911 ca.

L’armadio-libreria di Italo Svevo, 1911 ca. [Trieste] – Museo Sveviano

L’armadio è uno dei pochi pezzi d’arredamento che si sono salvati dalla distruzione di Villa Veneziani, bombardata nel 1945 e contiene 39 volumi provenienti dal rifugio di Arcade, presso Treviso, dove la moglie di Svevo Livia Veneziani e la figlia Letizia si erano rifugiate nel 1943, per sfuggire ai bombardamenti che affliggevano la città di Trieste. La moglie, la figlia e il genero Antonio Fonda Savio decisero di salvare i volumi caratterizzati dalla presenza di segni manoscritti, che rendono gli esemplari unici.

I manoscritti originali dei tre romanzi Una vita, Senilità e La coscienza di Zeno sono andati distrutti nel bombardamento, ma fortunatamente ci sono pervenute le copie postillate dallo scrittore, preziosissime per il loro valore filologico. Tra i volumi presenti al museo vi sono anche edizioni delle opere di Svevo con le sue dediche ad amici e stretti parenti.

Alcuni volumi del fondo presentano la sua nota di possesso o le sue annotazioni, come Le Navire d’argent, il manuale dello psicoterapeuta francese Charles Baudouin, Suggestion et autosuggestion, Cuore di tenebra di Conrad. Vi sono infine libri che Svevo ricevette in regalo da altri scrittori e amici con dedica.

Italo Svevo ritratto di fronte alla sua libreria in Villa Veneziani, 1911 ca. [Trieste] albumina MS SV F 168

Italo Svevo ritratto di fronte alla sua libreria in Villa Veneziani, 1911 ca. [Trieste] – albumina – Museo Sveviano SV F 168

L’armadio ospita anche letture del periodo giovanile come le Opere varie di Alessandro Manzoni, che reca una scherzosa dedica a Livia e la data del loro fidanzamento il 20 dicembre 1895:

Alla cugina Livia questa ch’è ricordo del suo buon cuore perché volle, sebbene senza frutto, aiutarmi nella lotta contro il vizio; ma è anche ricordo di una mia truffa, fra le due la migliore azione. Ettore Trieste 15.1.95 Un bacio dato non è mai perduto Trieste 20.12.95 Ettore.

Il Mistero del poeta di Antonio Fogazzaro, che Svevo dedica a Livia “8 settimane dopo” – dopo la data del matrimonio. 

The works of Shakspeare, un volume con tutte le opere di Shakespeare in lingua originale con la dedica di Anna Herz, nipote del direttore del collegio di Segnitz frequentato insieme ai fratelli Elio e Adolfo.

Vi sono anche alcuni libri che l’impiegato Svevo utilizzava nel periodo del suo lavoro in banca, come ad esempio l’edizione bilingue del manuale di corrispondenza commerciale.

Un secondo gruppo di libri appartiene agli ultimi anni della vita dello scrittore, quando Svevo aveva raggiunto la notorietà, e rispecchiano i contatti con altri scrittori, critici e poeti. Troviamo ad esempio il romanzo di Benjamin Crémieux Le premier de la classe, Nuit et jour di Martin Maurice, A bas L’Europe e Le microbe de l’or di Ivan Goll.

Una parte dello scaffale sveviano è riservato ai libri di amici scrittori dialettali della sua compagnia triestina.

Di grande importanza sono i “quadernacci”, albi di grande formato sui quali la moglie e la figlia incollavano i ritagli di giornale che parlavano di Svevo.

La dedica di James Joyce a “Hector and Livia Schmitz” su una copia della prima edizione dei suoi Dubliners. 1914. Trieste – Museo Sveviano.

La dedica di James Joyce a “Hector and Livia Schmitz” su una copia della prima
edizione dei suoi Dubliners. 1914  [Trieste] – Museo Sveviano.

Il fondo Antonio Fonda Savio

I libri di proprietà di Svevo a noi pervenuti non sono molti, ma nel corso degli ultimi anni sono stati effettuati ulteriori rinvenimenti in biblioteche private cittadine.

Tra il 2010-2012 in un importante ritrovamento da parte di Simone Volpato sono stati trovati 71 volumi che appartenevano alla biblioteca del genero di Svevo, Antonio Fonda Savio, conservata presso l’Università di Trieste. Nel 1993 la moglie Letizia Schmitz donò all’allora Archivio e Centro di Documentazione della Cultura regionale la collezione libraria-archivistica ed artistica del proprio marito.  L’Archivio aveva la sua sede all’interno del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Trieste. Questi volumi si contraddistinguono per la presenza della firma di possesso “Ettore” o “Ettore Schmitz”.

Svevo era un lettore onnivoro e spaziava dalla letteratura, alla scienza, alla storia, alla filosofia, alla medicina, alla poesia dialettale. Nella biblioteca del genero sono presenti opere italiane di Renato Serra, Benedetto Croce, Giovanni Pascoli, ma anche di autori stranieri come il Bouvard und Pécuchet di Flaubert, l’Entweder-Oder di Kierkegaard e Die Aufzeichnungen des Malte Laurids Brigge di Rilke.

Sulla storia triestina ci sono i testi di Benco, Storia di Trieste di Attilio Tamaro, Memorie triestine. Figure della vita e dell’arte di Boccardi.

Non mancano opere di autori non contemporanei come le tragedie di Vittorio Alfieri, il Decamerone di Boccaccio.

Giovanni Pascoli, Poesie varie, 1912. Prov. Archivio degli scrittori e delle culture regionali dell’Università di Trieste.

Giovanni Pascoli, Poesie varie, 1912. Prov. Archivio degli scrittori
e delle culture regionali dell’Università di Trieste.

Søren Kierkegaard, Entweder-Oder. 1909. Prov. Archivio degli scrittori e delle culture regionali dell’Università di Trieste.

Søren Kierkegaard, Entweder-Oder. 1909. Prov. Archivio degli scrittori e delle culture regionali dell’Università di Trieste.

Giovanni Boccaccio, Decamerone, a cura di Ettore Cozzani, Prov. Archivio degli scrittori e delle culture regionali dell’Università di Trieste.

Giovanni Boccaccio, Decamerone, a cura di Ettore Cozzani, Prov. Archivio degli
scrittori e delle culture regionali dell’Università di Trieste.