Bazleniana a Trieste

Roberto (Bobi) Bazlen, nato a Trieste nel 1902, è stato il più portentoso e immaginifico talent scout della letteratura novecentesca in Italia, fondatore con Luciano Foà di Adelphi e consulente di alcuni dei più prestigiosi marchi editoriali italiani. Tramite fra Italo Svevo e Montale all’epoca della prima, fondamentale “scoperta” del romanziere triestino, ha portato nelle mani dei lettori italiani alcuni dei più importanti testi della letteratura europea e non solo (Kafka, e Musil fra gli altri) e diffuso le opere di Freud e di Jung. Il progetto LETS del Comune di Trieste ne celebra la figura il prossimo 25 ottobre con la presentazione di un volume a lui dedicato:

Alle ore 17, in Sala Bobi Bazlen, Palazzo Gopcevich, Via Rossini 4 si presenta Bazleniana,una rapsodia di scritti ispirati a Bazlen, con 16 disegni inediti del diario di analisi che lo stesso Bazlen ebbe fra il 1944 e il 1950 con lo psicanalista junghiano Ernst Bernhard. Gli autori, fra cui ci sono alcuni dei più noti esperti e appassionati conoscitori di Bazlen – Cristina Battocletti, Gian Pietro Calasso, Edoardo Camurri, Manuela La Ferla, Marco Belpoliti e altri –  rendono omaggio al suo lavoro andando oltre la ricerca filologica, tentando nuovi punti di accesso al caleidoscopio bazleniano, senza cercare di afferrare l’inafferrabile e tenendo quella che Sergio Solmi chiamava «la massima apertura del compasso». Un’opera corale che invita a ripensare la figura di un intellettuale schivo, che sosteneva di non aver mai scritto libri ma solo “note a piè di pagina” e che non amava apparire, preferendo l’anonimato, ma senza il quale la cultura italiana del secondo dopoguerra sarebbe rimasta priva di apporti fondamentali. 

Saranno presenti gli autori Riccardo Cepach, Chiara Mattioni, Alessandro Mezzena Lona, Giampaolo Penco e gli editori di Acquario (Anna Foà e Marco Sodano). 

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