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L’EREDITÀ – Tre incontri sul lascito artistico di Italo Svevo

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Trieste, Sala Costantinides
Museo Sartorio

«Zeno e gli altri libri di Svevo sono un capitale arcisicuro, che per tutto questo ventesimo secolo darà dividendi eccellenti.» Così scriveva nel 1929, a breve distanza dalla scomparsa di Italo Svevo, lo scrittore alsaziano Ivan Goll.
Il Museo Svevo di Trieste si propone ora di verificare in che misura questa profezia si sia realizzata, attraverso tre incontri a tema curati da Riccardo Cepach e realizzati dal Servizio Biblioteche Civiche con la collaborazione dell’Università di Oxford, dell’Università di Trieste e dell’Università di Venezia “Ca’ Foscari” e il contributo della Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercenti di Trieste.
Il primo appuntamento, che avrà luogo il prossimo 27 marzo alle ore 17 presso la sala Costantinides del Museo Sartorio (largo Papa Giovanni XXIII, 1) si intitola L’eredità agli atti ed è dedicato alla presentazione del volume Italo Svevo and his legacy (Troubador, 2014) che raccoglie gli atti del convegno omonimo che si è tenuto al St. Hugh’s College dell’Università di Oxford il 16 e 17 dicembre del 2011, in occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita dello scrittore. In quell’occasione, più di 70 relatori provenienti davvero “da ogni parte del mondo” si erano dati appuntamento per discutere proprio del retaggio artistico e della discendenza letteraria che l’opera di Svevo ha prodotto nella letteratura italiana e mondiale. Da quell’incontro Giuseppe Giuseppe Stellardi ed Emanuela Tandello, docenti dell’Università di Oxford, hanno tratto ora i due volumi di cui ci parleranno durante l’incontro, dialogando con Cristina Benussi (Università di Trieste) e Riccardo Cepach (Museo Svevo).
Gli appuntamenti seguenti, su cui verranno fornite in seguito informazioni più dettagliate, sono dedicati alla passione sveviana di Giuseppe Pontiggia di cui parlerà Rossana Dedola, autrice di un libro che raccoglie alcune lunghe interviste allo scrittore (10 aprile), e al lavoro di Umbro Apollonio, primo curatore dell’archivio e dell’opera di Svevo, che ci verrà presentato da Diletta Rostellato e Marialuigia Sipione (Università Ca’ Foscari di Venezia) e da Simone Volpato che, proprio recentemente, ha rinvenuto alcuni volumi della biblioteca di Svevo provenienti, appunto, dalla collezione di Apollonio.

 Calendario eventi:

  • Locandina [pdf]
  • Pieghevole [pdf]

 

27 marzo 2015, ore 17

L’eredità agli atti
Presentazione del volume Italo Svevo and his legacy

Il 16 dicembre del 2011, a 150 anni dalla nascita di Italo Svevo, più di 70 relatori davvero “da ogni parte del mondo” si sono ritrovati al St. Hugh’s College dell’Università di Oxford per partecipare al convegno intitolato Italo Svevo and his legacy; per discutere cioè del retaggio artistico e della discendenza letteraria che l’opera di Svevo ha prodotto nella letteratura italiana e mondiale. escono ora, a cura della casa editrice britannica Troubador, gli atti di quell’importante incontro. Ne parliamo con i curatori emanuela Tandello e Giuseppe Stellardi (University of Oxford) e con Cristina Benussi (Università di Trieste).

10 aprile 2015, ore 17

Pontiggia e la cura Svevo
Lezioni di scrittura

Giuseppe Pontiggia era un grande estimatore dell’opera di Svevo; sullo scrittore triestino aveva dato anche la sua tesi di laurea e a Svevo ritornava continuamente, nei suoi percorsi di lettura, come a una fondamentale fonte di ispirazione e di confronto. e di Svevo, infatti, Pontiggia parla a lungo nelle interviste che ha concesso dal 2000 al 2003 a rossana dedola (International School of Analytical Psycology di Zurigo) da cui la studiosa – che sarà presente – ha tratto un libro: Giuseppe Pontiggia. La letteratura e le cose essenziali che ci riguardano (Avagliano, 2013).

17 aprile 2015, ore 17

Tempo perduto e ritrovato
Umbro Apollonio e l’eredità di Italo Svevo

Il primo erede, curatore del fondo dei documenti che ora sono conservati al Museo Svevo e delle prime edizioni dei suoi racconti, delle sue commedie e dei suoi saggi è stato Umbro Apollonio, studioso, esperto di arte contemporanea e a lungo direttore della Biennale Veneziana. Le carte del suo archivio dicono molto del suo rapporto con la famiglia Veneziani e del suo lavoro sulle opere di Svevo, come ci raccontano diletta rostellato e Marialuigia Sipione (Università di Venezia) che le hanno indagate in tempi recenti, proprio mentre a Trieste, grazie alla tenacia del bracco librario Simone Volpato, emerge un altro piccolo nucleo dei libri appartenuti a Svevo e considerati fin qui perduti nella distruzione della sua villa. erano stati invece dati ad Apollonio che, a sua volta, li aveva generosamente donati ad Anita Pittoni.