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L’EREDITÀ: Umbro Apollonio e l’eredità di Italo Svevo – TEMPO PERDUTO E RITROVATO

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 Ultimo appuntamento

Incontro con Diletta Rostellato, Marialuigia Sipione e Simone Volpato

Trieste, Sala Costantinides – Museo Sartorio
venerdì 17 aprile, ore 17

È dedicato a Umbro Apollonio il terzo appuntamento del ciclio “L’eredità. Tre incontri sul lascito artistico di Italo Svevo” – curati da Riccardo Cepach e realizzati dal Museo Sveviano – con la collaborazione delle Università di Oxford, Trieste e Venezia e il contributo della Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercenti di Trieste – che avrà luogo venerdì 17 aprile alle ore 17 presso la sala Costantinides del Museo Sartorio (largo Papa Giovanni XXIII, 1). Umbro Apollonio, triestino di nascita e veneziano d’adozione, è conosciuto soprattutto come critico d’arte e direttore dell’Archivio Storico della Biennale di Venezia, ma fu un uomo dai tanti talenti e dalle tante curiosità, amico di scrittori e poeti, critico e talent scout. Come critico letterario, il suo nome si lega indelebilmente a quello di Italo Svevo: su incarico della vedova dello scrittore, Livia Veneziani, fu infatti il primo curatore dell’archivio delle carte che ora costituiscono il nucleo del museo Svevo e curòla pubblicazione di tre volumi postumi dello scrittore triestino editi per Mondadori: Corto viaggio sentimentale e altri racconti inediti (1949), Saggi e pagine sparse (1954), le Commedie (1960). Ne parleremo con Diletta Rostellato, che sulla figura di Apollonio ha appena concluso la sua tesi di laurea all’Università Ca’ Foscari di Venezia e con Marialuigia Sipione, dottore di ricerca e assegnista preso la medesima università. Parleremo anche con Simone Volpato, ricercatore, libraio antiquario e bibliologo che, come altre volte in passato, ha recentemente ritrovato un piccolo nucleo di volumi appartenuti alla biblioteca di Svevo che erano nella disponibilità dello stesso Apollonio il quale decise di donarli ad Anita Pittoni per la realizzazione del suo sospirato, e mai realizzato, centro di studi sulla letteratura triestina. Il nuovo ritrovamento consente la prosecuzione di quel lavoro certosino di ricostruzione della biblioteca dello scrittore – che come si ricorderà è andata distrutta in un bombardamento nel 1945 – aggiungendo altri titoli all’elenco. Veniamo così a scoprire che Svevo aveva altresì letto le Confessioni di un mangiatore d’oppio di De Quincey e il Dialogo della salute di Michelstaedter, e che non si lasciava sfuggire nessuna opera di Pirandello, che leggeva immediatamente, appena uscite.